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venerdì 15 luglio 2016

LA PATRIE E LA TOLLERANZA DE' CULTI[1]

R.P. Beniamino Palomba d.C.d.G.

La Civiltà Cattolica anno XIX, serie VII, vol. III (fasc. 441, 20 Luglio 1868), Roma 1868 pag. 301-315.
L'errore della Patrie, che prendemmo a confutare in un altro quaderno, riguarda la tolleranza de' culti. Cristo medesimo, al dire di cotesto giornale, avrebbe insegnato a chiare note il grande principio della tolleranza civile, che è seguito da una gran parte de' politici di oggi. Questo principio, secondo la stessa Patrie, fu messo in pratica ne' primi e grandi secoli del cristianesimo. Ma da quel tempo in poi fu del tutto dimenticato. Dopo quei secoli la Chiesa incominciò a tenere ed a praticare, intorno a questa materia, una dottrina tutto fondata sopra vane e miserabili arguzie; ed a simili frivolezze si attiene anche la Chiesa, che al presente fiorisce sulla terra.

LA PATRIE E LA TOLLERANZA DE' CULTI

R.P. Beniamino Palomba d.C.d.G.

La Civiltà Cattolica anno XIX, serie VII, vol. III (fasc. 439, 26 Giugno 1868), Roma 1868 pag. 52-67.
I nostri lettori ricordano facilmente, che in uno dei passati quaderni noi promettemmo di confutare un madornale errore della Patrie [1]. In questo articolo atteniamo la nostra promessa.
Lo sproposito lanciato da quel giornale è: Che il grande principio della tolleranza civile de' culti e della libertà di coscienza fu insegnato chiaramente da Cristo medesimo; e che spaziando pe' grandi secoli del cristianesimo si possono raccogliere a piene mani, in favore di quel principio, fatti e testimonii di tale autorità e di tale evidenza, che a loro rincontro le vane arguzie di una scuola al tutto recente non compariscono degne di altro, che di commiserazione [2].

UN CASO DI COSCIENZA SUGLI ERRORI CONDANNATI DALLA SANTA SEDE NEL 1864

R.P. Beniamino Palomba d.C.d.G.

La Civiltà Cattolica anno XIX, serie VII, vol. II (fasc. 434, 7 Aprile 1868), Roma 1868 pag. 150-167.
I giornali così irreligiosi come cattolici si sono recentemente occupati, e si occupano ancora, nel parlare di un caso di coscienza, proposto al clero di Parigi e risoluto da esso, nel mese di Febbraio del corrente anno. Il qual caso, benchè per via indiretta, pur nondimeno andava principalmente a ferire nella Enciclica Quanta cura, che l'augusto Pontefice Pio IX diresse nel Dicembre del 1864 a tutt'i Patriarchi, Primati, Arcivescovi e Vescovi, che hanno la grazia e la comunione della Sede Apostolica; ed anche principalmente trattava di alcuni degli errori, già condannati da Sua Santità ed inseriti in quel Sillabo, che venne fuori di suo ordine insieme colla Enciclica nominata. Di qui gli uomini, che stanno sempre pronti ad offendere la Chiesa cattolica ed a contraddire alla sua dottrina, colsero il destro di falsare il senso e diminuire il valore di quegli atti rilevantissimi della Cattedra di Roma; e per mezzo della stampa sparsero a danno altrui il veleno, che ammorba i loro cervelli e i loro petti. Ma ad uno stesso tempo corsero anche per le stampe le risposte degli scrittori cattolici, i quali confutarono que' miserabili sofismi, e misero in chiaro la verità de' fatti, narrati falsamente dai giornali irreligiosi. Un tale argomento è degno, che sia toccato ancora da noi; e ciò prendiamo a fare nel presente articolo, il quale, come l'ordine richiede, incomincia colla esposizione del caso.