LA RICCHEZZA SECONDO L'IDEA CATTOLICA
R.P. Luigi Taparelli D'Azeglio d.C.d.G.
La Civiltà Cattolica anno III, vol. VIII, Roma 1852 pag. 25-39.
§. IV. SULL'AMMINISTRAZIONE [1]
SOMMARIO
25. Principii dogmatici, espiazione
e redenzione. — 26. L'idea d'espiazione distacca
dalla voluttà; — 27. come apparisce dalla storia: —
28. e conforta alla fatica; — 29. pareggiando i ricchi coi
poveri. — 30. Stabilisce le giuste basi del valore — 31.
falsate dagli economisti utilitarii ; — 32. corretti dalla
carità cattolica. — 33. L'esempio del Redentore invocato
dai filantropi, ha la sua vera forza fra' cattolici — 34. per
gl'impulsi della carità; — 33. che rende spontaneo
l'ordinamento economico, — 36. e l'armonia fra il ricco e il
povero — 37. colla unità di coscienza pubblica, —
38. e colla onnipotenza della grazia. — 39. Meraviglie da lei
operate; — 40. dovute al complesso dei suoi dogmi ed impulsi.
— 41. Impotenza degli eterodossi al paragone. — 42. Non
si emenda il comunista se non si emenda il ricco. — 43. Non si
emenda il ricco senza influenze cattoliche. — 44. Non saranno
sociali queste influenze, se la povertà non torna in onore.
— 45. Non tornerà in onore, finchè si avvilisce
l'elemosina, l'umiltà e il monachismo. — 48. Transizione.
25. Nel precedente articolo sull'Amministrazione
abbiam considerata la ricchezza secondo l'idea che ce ne
porge il sistema utilitario da un canto, e dall'altro la filosofia
dell'ordine: passiamo a vedere le idee filosofiche dell'ordine nella
ricchezza, perfezionate dall'influenza cattolica, ponderando prima gli
universali principii dogmatici con cui si forma la giusta idea di
ricchezza; poscia gli impulsi soprannaturali con cui la volontà
vien confortata a seguir l'intelletto; da ultimo l'influenza che ne
ridonda nell'opera e le condizioni in cui essa diviene efficace.